“Tre anni sono per me un giorno solo, e brevissimo e lunghissimo. Mi rivolgo con la mente a contemplare questo tempo non distinto da avvenimenti e mi par breve: un giorno non è dissimile dall’altro; si vede sempre lo stesso, si soffre sempre lo stesso. Qui il tempo è come un mare senza sponde, senza sole, senza luna, senza stelle immenso ed uno. Molti ergastolani che sono qui da trent’anni parlando di cose che videro o fecero trent’anni fa, dicono spesso: “Ultimamente vidi questo, feci quest’altro”.[1]


[1] Luigi Settembrini, Ricordanze della mia vita, Gremese, Roma, 1990

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